endo 2_0

Endogenesi 2.0

La seconda edizione del progetto Endogenesi ha come territorio di progetto un piccolo borgo del parco dei monti lattari (sulla strada di accesso alla costiera amalfitana) che gode della posizione privilegiata di essere isolato rispetto al contesto e di essere in prossimità del centro urbano.
La strategia individuata per lo sviluppo di questo borgo è quella della riattivazione degli spazi pubblici snodati lungo la stradina che collega tutto il borgo, trasformando queste aree ora sottoutilizzate in zone attrattive per i turisti e interattive per i cittadini del borgo stesso, che soffrono la mancanza di strutture che portino vitalità sociale e divertimento.
I quattro luoghi individuati lungo tale percorso quindi, formerebbero idealmente una sorta di ecosistema urbano, spingendo chi vive il borgo e chi lo visita a percorrere tutta la stradina curiosi di scoprire cosa li aspetta oltre. Quindi i progetti dovranno rivelarsi in grado di offrire occasioni sociale e culturali oggi assenti all’interno del borgo, privilegiando la capacità di riaccendere un luogo portando nuova vita negli stessi piuttosto che l’estetica del progetto architettonico;
Alla luce di queste considerazioni il tema scelta quest’anno è “sovrapposizione”, ovvero progetti di architettura leggeri che non alterino eccessivamente il contesto e il paesaggio, ma che si sovrappongano appunto agli spazi del borgo storico.

Sovrapposizione | Overlap

Costruire nel costruito.
Progettare nuove parti per sovrapposizione, costruendo layers urbani su quanto già esiste. La città nuova che si posa su quella antica; che si sovrappone appunto.
Definire nuovi luoghi per aggiunzioni di pezzi [e di significati].
Scavalcare il contesto: la piazza come un macro-oggetto, lo spazio pubblico come una macchina interattiva, ricettiva, sensibile all’utenza; il vuoto non più come contenitore ma come un produttore di contenuti [una fabbrica emozionale].

Aggiungere un tassello al mosaico [apparentemente pieno] di un borgo antico, riprogettando gli spazi pubblici e il modo stesso in cui si pensa ad essi. Un modo nuovo di vedere il mondo fluttua e si adagia al suolo portando con sé valori nuovi [l’architettura come una piattaforma, una zattera, da lasciare ancorata per un pò in attesa che vada altrove]

Il progetto si fa flessibile, camaleontico, capace di mutare forma in funzione del contesto. Non è più necessario pensare allo spazio pubblico come un posto bloccato in sé stesso, ma predisposto ad evolversi e trasformarsi, ad assecondare le esigenze dei cittadini che lo vivono. Il progetto si fa unitario, autosufficiente, autonomo e una volta pensato lo si adagia al suolo, lo si sovrappone al territorio, come un oggetto ben fatto che con naturalezza si inerisce nel paesaggio e nella città, nelle pietra antica e tra le colline.
La piazza come teatro del mondo.

Build into the built.
Design new parts to overlap, building urban layes on the existing. The new city is laying on the old one: its overlaps indeed.
Define new places by addition of items [and meanings].

Overcome the context: the piazza like a macro-object, public space as a interactive machine, receptive,  sensible to the users; the vacant no longer as a container if not as a content producer [ an emotional factory].
Add a tile to the patchwork [ supposedly filled] of an ancient village, redesigning the public spaces and the way we think on its. A new way of seeing the world fluctuates on  and lies down to the ground bringing with them new values [ the architecture as a platform, a raft, drop anchor for a while waiting to go off ].
The project becomes flexible, chamelon, able to change form in fuction of context. Isn’t necessary think on public space as a itself locked place, but designed to evolve and transform, to satisfy the needs of citizens who live there. The project becomes unitary, self-sufficient, autonomous and once thought it lies down on the ground, it overlaps the territory, like an appropriate object that that fits in naturally into the landscape and the city, into the stones and through the hills.

The square like the theater of the world. 

 

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